La pratica dello sci alpino per disabili è un argomento vasto e complesso, per questo, nelle poche righe che seguiranno, ne descriveremo solo una parte: l'uso del mono e del dualski.

Il mono-dualski è lo strumento che permette ad un individuo con ridotte capacità motorie (paraplegici, alcuni tetraplegici, poliomielitici, amputati bilaterali... insomma non deambulanti o deambulanti con gravi difficoltà) di sciare, seduto, utilizzando i movimenti del tronco e delle braccia.

Con questi attrezzi è possibile utilizzare la maggior parte degli impianti di risalita, in maniera autonoma. Seggiovie, ski-lift, ancore, non sono un problema, così come non è un problema affrontare la discesa: con un minimo di esperienza si riesce ad affrontare con sicurezza anche una pista nera.

Sciare non è difficile, bastano in genere una stagione o due per affinare la tecnica, per capire come funzionano le cose e farle andare sempre meglio. E' importante sciare spesso con qualche disabile più esperto, che possa correggere eventuali movimenti sbagliati, che vi consigli sui materiali da utilizzare, su come preparare lo sci, su come comportarvi sulle piste: una condotta responsabile ed educata garantirà non solo a voi, ma anche a chi tornerà a sciare in quella località, un trattamento cortese.

Mi sento di consigliare a tutti di partecipare alle manifestazioni per principianti ed esperti organizzate durante l'anno, perché come ben sapete lo scambio di esperienze che si ha stando assieme è di importanza fondamentale per la crescita della cultura della disciplina sportiva.

L'apprendimento

Riguardo la possibilità di imparare a sciare con il monoscì, come ho già anticipato esistono dei corsi, o meglio delle manifestazioni all'interno delle quali è possibile noleggiare l'attrezzatura ed essere iniziati all'uso dei medesimi da sciatori disabili esperti. Vedete la pagina relativa ai corsi per maggiori dettagli.

Chi può usare un monoscì ?

A volte mi capita che mi venga chiesto qual è il livello di lesione più alto accettabile per riuscire a sciare con il mono. Sicuramente la paraplegia non presenta grossi limiti: statisticamente un para D10-12 o più basso, nel giro di una giornata è già in grado di affrontare le piste di un campo scuola, mentre ad   un lesionato tra D1-D8 occorrono un paio di giorni; comunque se siete dei paraplegici e volete cominciare a sciare potete stare tranquilli: la cosa è fattibilissima. Stesso cosa vale per gli amputati bilaterali .

Il discorso si fa più complicato per la tetraplegia: conosco tetra che sciano io stesso, ho una lesione C6-7 e scio senza problemi ed in completa autonomia su qualunque tipo di pista. Però non tutti i tetra hanno le capacità residue necessarie: mentre il movimento delle dita e del polso non è di grande importanza (si può ovviare alla mancanza di presa sulle stampelle con delle forcelle...) per riuscire a compiere i movimenti necessari a sostenersi sulla pista serve avere entrambi i tricipiti con funzionalità buona e magari anche un poco di pettorali. Con queste premesse anche il tetra nel giro di due o tre giorni riesce a scendere in modo soddisfacente dalle piste più facili.

Per chi intende avvicinarsi alla pratica dello sci alpino, consigliamo un minimo di preparazione atletica, poiché le braccia, e soprattutto la muscolatura e l'articolazione della spalla, sono molto sollecitate: anche se può sembrare un'attività muscolarmente 'statica' (in fondo si va in discesa...) in realtà si tratta di contrazioni spesso isometriche e sempre di grande entità, che richiedono una notevole spesa energetica. E poi occorre considerare le cadute, che soprattutto in fase di apprendimento sono frequenti, ed interessano l'unica parte del corpo esposta al contatto con la neve: l'esterno della spalla e del braccio.



Ma se siete incuriositi...contattateci, e cercheremo di rispondere a tutte le vostre domande!